RCM nasce nel 1986 come officina meccanica di precisione. La passione per il mondo dei motori ha portato con il tempo a lavorare sempre più con materiali e leghe particolari, affinando giorno dopo giorno le tecniche di lavorazione. I particolari della produzione vengono ricavati tutti dal pieno. Ora RCM ha messo in catalogo una serie di accessori per moto che coprono un'ampia gamma di applicazioni, realizzando oggetti in lega di alluminio che vengono costantemente testati anche da piloti professionisti. La finitura superficiale dei particolari viene ottenuta con trattamento di anodizzazione elettrolitica. RCM offre la possibilità di personalizzare la moto con particolari curati fin nei minimi dettagli.
Il gruppo frizione, infatti, appena liberato dal suo involucro dichiara l’ottima fattura ed è evidente la cura con la quale RCM esegue tutte le lavorazioni.

Il gruppo frizione è composto da una campana dischi conduttori al cui interno è alloggiato il castello porta tamburo, tamburo dischi condotti, piattello frizione, molla a ragno e le vere autrici della magia antisaltellamento, le sfere in acciaio!
Il castello frizione porta tamburo dischi condotti, ha in prossimità delle colonnine in acciaio delle rampe inclinate. Al centro di queste rampe sono ricavate delle piste scanalate dove le sfere in acciaio scorrono, sulle stesse scorre poi il tamburo dischi condotti. Il Tamburo dischi condotti può così muoversi scorrendo sulle piste inclinate per tornare poi, sotto la spinta delle molle frizione e della molla a ragno nella sua posizione originale.
Ovviamente la frizione quando non è sollecitata da copia negativa, si comporta esattamente come una normale frizione, non vi sono, infatti, differenze tra le due se non una maggiore rumorosità e brutalità nell’inserimento delle marce, dovuta per lo più alla mancanza di parastrappi. Occorre comunque precisare che Queste frizioni sono pensate per un uso puramente pistaiolo e quindi il comfort di guida non è priorità di chi andrà ad acquistare un componente racing come un sistema antisaltellamento.
Quando invece durante una scalata, la coppia negativa agisce sulla frizione, questa lavora in senso contrario portandola a spostarsi verso l’esterno lungo le scanalature inclinate. Il tamburo così agendo spinge anche il piatto spingi disco allentando la pressione delle molle e permettendo alla frizione di slittare. il maggiore stress di lavoro dei dischi in questa fase impone di usare dischi guarniti in materiale sinterizzato adatto anche ad un uso stradale o per i palati più fini in carbonio.
IN STRADA
Il rientro a casa dall’officina è stato il primo atteso banco prova! La frizione è secca e rumorosa nel suo intervento e inserire le prime marce lascia qualche dubbio. È alla prima rotonda che inizia la sperimentazione! Arrivo volutamente “lungo” e scalo due marce secche senza complimenti e…. non succede assolutamente niente! È evidente che ho giocato troppo leggero e la frizione non l’ho neppure solleticata. Alla variante delle Sorelle Ramonda (la rotonda prima del semaforo tra i paesi di Creazzo e Montecchio NDR) arrivo molto lungo e ci riprovo, un rumore secco mi avvisa che qualcosa si è mosso e la moto frena convincente Si torna a casa belli tranquilli e si rilancia per Adria.
IN PISTA
ADRIA 19 Marzo:
Al mio arrivo al circuito nemmeno mi ricordavo di avere installata sul 748 la frizione RCM (sono andato in pista a Adria al posto di mio fratello, proprietario della moto, causa inconvenienti tecnici interni…) quindi mi appresto, dopo un paio di giri di riscaldamento, ad affrontare le curve con in mente tutti i riferimenti “normali”.
Già alla prima curva a sinistra dopo il rettifilo mi accorgo che c’è qualcosa che non va, non sento la moto saltellare come il suo solito, è ferma e composta come non lo è mai stata.
Di solito ad Adria arrivavo alle staccate, specialmente dopo il rettilineo e nella prima curva a destra (l’uncino), con freni tiratissimi e ruota posteriore saltellante, mentre in quel momento sentivo la moto ferma e stabile.
Il primo impatto è stato strano, le marce sono un po’ più dure ad entrare ed anche le scalate sono un filo meno fluide ma nel complesso non molto differente dalla classica cambiata alla “ducati” il bello è la sicurezza con cui si può affrontare le staccate e successive curve.
Nella sinistra dopo il rettilineo la moto non si scompone nemmeno scalando dalla quinta alla seconda e tiene la linea impostata senza saltare, mentre nella curva a destra, si arriva in terza piena, quarta appena accennata e si scalano 2 marce secche, l’unica sensazione che si ha è quella di una lieve scodata ma sentirete tutto sotto controllo e vi assicuro che vi sembrerà di essere Ben Bostrom nei suoi tempi migliori!

Niente bloccaggi, fumate in frenata, la ruota in una staccata al limite gira tranquillamente come in una frenata ad un semaforo.
Niente di più consigliato per i pistaioli ma anche a chi non sa resistere a quel “sdleng sdleng” che caratterizza il nostro bel pompone.
Salaorni Mauro Cocco999
MUGELLO 16 Aprile:
Provare al Mugello dà una certa energia, non si tratta di fare la solita passeggiata in Lessinia, significa girare in un tempio dove non hai mai fatto il chierichetto e di conseguenza il timore reverenziale verso il tracciato è grande, ma è grande anche la possibilità di provare a fondo la frizione RCM. Se funziona qui signori, funziona ovunque!
I primi giri sono ovviamente di adattamento alla pista per prendere i dovuti riferimenti. Il nastro di asfalto così ampio e le curve sempre raccordate ti fanno sembrare la pista una grande sala giochi dove girare diventa una passeggiata ma, non siamo qui per annoiarci e le moto che ti sverniciano ti fanno capire che il ritmo da tenere è ben diverso! Mi infilo dietro al primo che capita e cerco di seguirlo, il gap di cavalli che divide la 748 da una qualsiasi 600 recente rende impossibile l’inseguimento sul dritto e costringe a brusche decelerazioni prima delle curve per recuperare terreno! Il rettilineo principale è lunghissimo e la velocità massima e raggiunta poco dopo i box, il cartello dei 150 metri indica che è ora di staccare, buttando giù le marce in rapida sequenza la moto non si scompone anzi, decelera con una sicurezza impressionante. L’entrata in funzione decisa della frizione si avverte unicamente tramite dei rumori meccanici mentre, la ruota posteriore non perde mai aderenza dando l’impressione di decelerare come un motore a presa diretta. Le due coppie di curve sinistra-destra a seguire sono subito d’avanti a noi e ancora la frenata viene assistita dall’antisaltellamento e paradossalmente bisogna fare attenzione a come si usa il cambio in quanto viene quasi a mancare la sensazione della marcia inserita. La completa assenza di saltellamento o bloccaggio in scalata richiede, infatti, qualche giro di adattamento, ma il feeling con il retrotreno è incredibile.
La parte più bella del circuito Toscano arriva con la Casanova Savelli e le due Arrabbiate, anche qui a velocità sostenuta tutte le cambiate a scalare diventano semplicemente delle decelerazioni senza alcuna sensazione di perdita di aderenza. Le quattro staccate successive sono: Scarperia, Palagio, Correntaio e Bucine, tutte vengono assecondate dalla moto con una disinvoltura incredibile rimanendo sempre perfettamente in linea regalando solo un rassicurante rumore che arriva dalla frizione.
Salaorni Oreste Segretarioinmonopattino
COMMENTO
In conclusione possiamo dire che le frizioni antisaltellamento sono più adatte all’uso in pista. In strada la moto andrebbe a perdere parte della sua dolcezza, per un fattore estetico ed economico è semmai consigliabile la sostituzione del solo piattello con uno in ergal. Se invece l’intenzione è quella di divertirsi tra i cordoli, credo che una buona frizione RCM sia la miglior spesa che possiate fare per rendere la vostra bambina ancora più tagliente nelle vostre staccate.